Bici rubata, bici regalata e SEM, la Settimana europea per la Mobilità Sostenibile

ecoavoi_sem_16La cattiva notizia è che mi hanno rubato la mia amatissima bicicletta Robbie Roberts. È successo una sera di mezza estate in via Madama Cristina durante un aperitivo con i miei amici di Food not Bombs Augusta Taurinorum. Mentre io ignara mi ingozzavo, la stessa mi veniva sottratta con abili mezzi dal palo a cui avevo provveduto a legarla, a non più di cinque metri dall’ingresso del locale. Una beffa, oltreché un danno non solo morale (mai preso la patente, lei era il mio unico mezzo di trasporto e di svago). Dopo i primi giorni di incredulità mista alla speranza che la bici con cui avevo condiviso 12 anni di avventure e 1 sola caduta tornasse miracolosamente a casa (ce l’aveva fatta Lassie, perbacco), mi sono arresa all’evidenza. Ma ne sto ancora elaborando lutto e sindrome da abbandono.

La buona notizia è che il mio amico Ivan, impietosito, per lenire il mio dolore e farmi sopravvivere agli spostamenti casa-lavoro-casa nell’afa cittadina mi ha fatto provare per qualche giorno l’esperienza del [To]bike, il bikesharing sabaudo. Che cos’è? “[To]bike, la bici a disposizione laddove serve. Un mezzo pubblico che non va aspettato, che consente di arrivare prima ed è anche divertente e salutare – si legge sul sito –. Libero da vincoli di tragitto, orario e attesa, il servizio garantisce comodità e flessibilità, coniugate alla salvaguardia dell’ambiente urbano”. Sì, però.

La cattiva notizia è che il servizio è (ancora, purtroppo, ahimè) lacunoso: la scarsa manutenzione faceva sì che io ogni giorno dovessi girare tra una stazione e l’altra alla ricerca di un mezzo che non avesse: gomme sgonfie e/o sellino mancante e/o catena a terra e/o lettore della tessera non funzionante. Il risultato? Schiumavo rabbia come un automobilista imbottigliato nel traffico e impiegavo più tempo a trovare una bici in grado di portarmi a lavorare di quanto non ci mettessi a andare a lavorare a piedi. Ergo, al termine del periodo di prova, restituita la tessera e ringraziato Ivan, ho deciso che al momento non era il caso di sottoscrivere l’abbonamento al [To]bike. Un peccato, ma se Robbie Roberts non fosse miracolosamente tornata, avrei preferito optare tra il tradirla con l’acquisto di un’altra bici o l’andare a piedi a vita, piuttosto.

La buona notizia è che lo stesso amico, doppiamente impietosito, qualche giorno fa mi ha regalato una delle biciclette che abitavano nel suo garage. Comodissima, affidabile e efficiente, l’estetica non è, per fortuna, il suo forte. Di colore bianco sporco con parafanghi rosa porcello, un taglio sul sellino, luci non funzionanti, la completano un lucchetto da 3 chili appena comprato per la sua sicurezza e un’orribile cassetta della frutta che sto progettando in sostituzione del cestello. Obiettivo: zero appeal, zero ladri di biciclette. Vedremo se l’equazione regge.

Intanto l’ultima buona notizia (è un post con l’happy end) è che in questo modo io ho ripreso a muovermi in città pedalando e che dunque sono pronta a partecipare dal 16 al 22 settembre alla Settimana europea della Mobilità Sostenibile, promossa dalla Commissione Europea. Dodicesima edizione di una manifestazione con centinaia di iniziative a livello nazionale che mirano a incentivare la mobilità sostenibile – in bici, a piedi e con i mezzi pubblici – per rendere migliori le nostre città. E quest’anno il successo della manifestazione sarà anche merito di Ivan: grazie!

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