Guerrilla gardening, una domenica al lavoro con i Badili Badola. O quasi

badilibadola_header31Domenica mattina, apro un occhio e visualizzo l’ora: le sette e quarantatrè. Yawn, mi giro dall’altra per riaddormentarmi? Giammai, oggi è una domenica speciale: una domenica di Guerrilla Gardening! Mi catapulto giù dal letto, mi travesto da giardiniera urbana e alle 9 (circa) sono all’appuntamento a Porta Palazzo, Torino, Italy.
Lì trovo il mio amico Luca e Andrea, del gruppo torinese Badili Badola. E gli altri? “Uno è al mare, l’altro ha dato forfait stamattina e gli altri non rispondono al telefono”, elenca sconsolato Andrea, che al Guerrilla Gardening come strumento di lotta al degrado crede talmente da averlo portato a Torino, fondando anni fa il gruppo locale dei Badili Badola. “E poi manca Pif, certo”.

Badili BadolaAttacco intimo a Porta Palazzo, allora, quartiere centrale di Torino, affascinante e pieno di contraddizioni. Missione: mettere a dimora una quarantina di piantine di fiori colorati per restituire bellezza dove ce n’è bisogno. Fase uno, individuare il luogo adatto dove intervenire. Quell’aiuola è appannaggio dei venditori di sostanze psicotrope, quell’altra ospita una collezione di rifiuti urbani, quell’angolo è troppo lontano da fonti idriche.

Ecco che però, finalmente, appare a noi una graziosa piazzetta davanti al Cortile del Maglio con 4 aiuole che avrebbero proprio bisogno di un tocco di verde. Andrea e Luca analizzano il terreno: sabbioso, ma. E tirano fuori gli attrezzi del mestiere. Mentre lo fanno, un ragazzo con un piccolo cagnolino bianco e nero si avvicina a noi e il cane benedice con una pipì il lavoro che sta per iniziare. Gli spiego quali sono le nostre intenzioni, chiedendogli di far urinare la bestiola altrove. Lui si scusa e si sposta sull’aiuola accanto. Dove il cane fa il bis. Ok, no panico. Ma forse non faremo lì l’intervento. I posti – e la loro gente – devono meritarselo. Viene deciso all’unanimità di destinare le piantine a una location diversa: un parco giochi per bambini disabili e non, che aprirà la settimana dopo a Alpignano. Queste piantine faranno felici altri occhi e altri cuori.

Badili Badola 3È un vero peccato, però. Sul muretto di questa piazzetta qualcuno aveva scritto Degrado Crew, la Banda del Degrado. Un attacco verde dei Badili Badola che invece hanno come motto Goodbye Degrado sarebbe stata la risposta giusta, anche da un punto di vista simbolico. Ma la morale è questa: gli interventi non sono interventi dimostrativi, pianta e fuggi, ma atti di responsabilità, di chi li fa e di chi li riceve: occorre scegliere il luogo giusto perché le piante abbiano la possibilità di vivere, possibilmente accudite al meglio dagli abitanti della zona che ne beneficia. Se non sussistono queste condizioni, è meglio cercarle altrove. Goodbye, Badili Badola!

Ps: se conosci qualche angolo da trasformare in locus amoenus a Torino e dintorni, segnalalo sulla pagina fb dei Badili Badola, ne’?

Badili Badola 2

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