Il mio Salone del Gusto: le birre del recupero, i pomodori idroponici, gli Ecomori e il cioccolaaaato

Anche quest’anno sono stata a Terra Madre Salone del Gusto. Ci vado sempre, sai che novità. Il Salone del Gusto è il mondo che si dà (e ti dà) appuntamento a tavola ogni due anni a Torino, un convivio mondiale multietnico e multicolore dedicato al “Food for change“, il cibo che è strumento di cambiamento, partendo dai piccoli gesti quotidiani fino ai grandi temi globali dei mutamenti climatici, delle migrazioni, della distribuzione delle risorse.

Anche quest’anno sono stata a Terra Madre Salone del Gusto, dove nella location del Lingotto-Oval ho incontrato il mondo, viaggiando semplicemente a piedi, tra uno stand e l’altro: giapponesi in kimono, enormi australiani, africane fasciate nei loro abiti tradizionali, c’erano anche gli Indiani d’America, e qualcuno aveva gli occhi tristi come nei film western più sinceri.

Anche quest’anno sono stata a Terra Madre Salone del Gusto, dove ho visto sentito e assaggiato cose buone e interessanti, oltre che pulite e giuste. Tra queste vi cito:
- i datteri medjoul della Palestina, cresciuti dolci e carnosi grazie a un neonato progetto di agricoltura promosso da una realtà italiana
- una crema di peperoni serbi delicatissima, prodotta a partire da un’antica varietà di peperone rosso a rischio di estinzione
- un pane di segale del panificio torinese Avetta, ottima lievitazione, con cui mi preparo la colazione del campione in questi giorni
Ecoavoi_birraValelapena- la birra “Vale la pena”, progetto di inclusione cofinanziato dal Ministero dell’Università e Ricerca e dal Ministero della Giustizia e realizzato da Semi di Libertà Onlus, che prevede la formazione e l’inclusione professionale nella filiera della birra di detenuti provenienti dal carcere romano di Rebibbia ammessi al lavoro esterno. L’obiettivo? Contrastarne le recidive, al 70% tra chi non gode di misure alternative, ed al 2% tra coloro che vengono inseriti in progetti produttivi come questo
- una crema di pistacchi di Bronte coltivati proprio a Bronte (e questa è la notizia), in grado di rianimarti anche a fine visita, quando hai ormai l’occhio pallato e dolori sparsi alle articolazioni.
E poi:

Ecoavoi_Cookpad- una bella piattaforma di condivisione di ricette casalinghe, Cookpad, nata in Giappone e arrivata ovunque, anche in Italia, su cui chiunque può postare la propria focaccia homemade un po’ bruciacchiata o gli spaghetti porcini-pesto-pomodori impiattati in un piatto usa e getta. Foodblogger fighetti, astenersi
- la passata e il nettare di pomodoro idroponico prodotto dalla Ferrari Farm. Di cosa sa, volete sapere? Di dolcezza: perché crescendo in soluzione acquosa con sali minerali la pianta non assorbe l’acidità del terreno (né il nichel e gli altri metalli pesanti). Il futuro? No, il passato, dato che già i giardini pensili di Babilonia e gli egizi sul Nilo praticavano questa tecnica di coltivazione, racconta Omar, responsabile marketing dell’azienda. E allora, per un futuro più sostenibile, buon ritorno al passato.

GuidoCastagna_fotoBiolcatiAnche quest’anno sono stata a Terra Madre Salone del Gusto e andando via, in chiusura, ho incontrato Guido Castagna, cioccolatiere stellato e mio compaesano, a cui la rivista “Passaggi e Sconfini” ha appena dedicato una lunga intervista (mia), che ovviamente vi consiglio di leggere. Così come vi consiglio di procurarvi il suo cioccolato from bean to bar, dalla fava di cacao alla tavoletta, fatto secondo il Metodo naturale Guido Castagna collaudato insieme al Politecnico di Torino. Un cioccolato speciale, tra cui spiccano il Giuinott (la rivoluzione del tradizionale gianduiotto) e la crema di cacao spalmabile +55, vincitori per 6 anni consecutivi degli International Chocolate Award, gli oscar internazionali del cioccolato nelle rispettive categorie. E se è andata così, qualche buon motivo ci sarà.

Ecoavoi_EcomoroAnche quest’anno sono stata a Terra Madre Salone del Gusto, dove ho visto tanti volontari, tante Sentinelle dei Rifiuti e pure gli Ecomori, che aiutano i visitatori più distratti a fare la raccolta differenziata di stoviglie compostabili e bottigliette di plastica (tante, pure loro). Gli Ecomori, per chi non fosse di zona, sono i ragazzi africani che tutti i giorni al mercato di Porta Palazzo raccolgono il cibo invenduto delle bancarelle e lo distribuiscono gratuitamente a chi fa la fila. Al Salone indossavano magliette arancioni sui cui spiccava la scritta “Senza frontiere”. D’altronde è Terra Madre Salone del Gusto, il mondo intero che si dà appuntamento a tavola. E, almeno lì, siamo tutti ospiti graditi.

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