La seconda vita degli oggetti, in regalo. O della banalità del bene

Quel vecchio ferro da stiro andato in pensione nella tua cantina. Il regalo di Natale che proprio non ti è mai piaciuto. Il seggiolino di tuo figlio che ormai è maggiorenne. Quanti oggetti impolverati collezi nel tuo garage? Oggetti che a te non servono più, ma che non meritano di finire in discarica perché ancora funzionanti o utili per qualcun altro. E allora? Facile: Te lo regalo se vieni a prenderlo, progetto di collaborazione sociale e ambientale, sottotitolato ‘dove l’ecologia incontra il valore sociale’.

Te lo regalo se vieni a prenderloL’appuntamento l’ecologia e il sociale se lo danno in rete, sul sito Be new people e sulle pagine facebook regionali di Te lo regalo se vieni a prenderlo, frequentate da più di 400mila persone innamorate di questa idea nata tre anni fa in Canton Ticino e poi cresciuta online in tutta Italia grazie all’intuizione di Salvatore Benvenuto (quando si dice che il nome è la sostanza delle cose).
“Pensiamo a quanti beni inutilizzati abbiamo nelle nostre case che possiamo condividere – spiega Benvenuto –. Lo scopo di questo gruppo è proprio quello di regalare oggetti che possono essere riutilizzati, con l’obiettivo di diminuire l’inquinamento contribuendo alla riduzione dei rifiuti e evitando le discariche, dove spesso si trovano oggetti funzionanti o ancora in ottimo stato”. Secondo obiettivo, più sociale, creare relazioni: “Evolversi vuol dire utilizzare al meglio le risorse, e se ci pensiamo tutti noi possiamo essere una risorsa per gli altri. Abbracciamo i principi della collaborazione e della buona fede: stiamo collaborando per favorire uno sviluppo sostenibile ambientale, sociale e economico”.

Formatore nel campo del marketing sociale, Salvatore Benvenuto conosce bene l’importanza della condivisione e della collaborazione come motori di cambiamento, dove a volte basta anche un piccolo oggetto donato per innescare solidarietà: “Vogliamo uscire da un modello competitivo, puntiamo a collaborare e a cambiare prospettiva attraverso creatività e passione: restiamo uniti, aiutiamoci, il mondo cambia, può cambiare, anche con piccoli gesti“. E’ la banalità del bene, magari inatteso, sorprendente, sempre capace di rendere il mondo un posto un po’ migliore su cui abitare.


E allora, che aspetti? Non buttare, dona! Come? Tutto molto semplice, immediato e gratis: basta iscriversi al gruppo locale Te lo regalo se vieni a prenderlo, accettare le condizioni – niente animali né armi, né secondi fini commerciali – e postare (meglio se con foto) quello che si vuole donare, o che si sta cercando in regalo, o mettersi in lista per ricevere un oggetto in omaggio. Tutto succede in un primo momento pubblicamente, con post in bacheca, per rispettare il principio della trasparenza, e poi una volta che il donatore ha scelto il beneficiario, i messaggi diventano privati per gli accordi logistici sul ritiro dell’oggetto. Il lieto fine è assicurato: contento chi dona, contento chi riceve, contento l’ambiente.

Guarda le note utili per partecipare al gruppo Te lo regalo se vieni a prenderlo

4 thoughts on “La seconda vita degli oggetti, in regalo. O della banalità del bene”

  1. rita di muzio says:

    bellissima idea

    1. Alessandra says:

      Sì, Rita, davvero una piccola grande bellissima idea. E non è la sola: ne sto scoprendo tante altre che meritano davvero di essere raccontate e praticate!

  2. Sonia Bertinat says:

    Interessantissimo questo post è molti altri che ho letto. Condividere, essere eco sostenibili con semplici suggerimenti!
    Ti ho “adottato” nel gruppo Facebook #adotta1blogger.
    Vieni a trovarci se ti interessa… La condivisione è il nostro motto :))

    1. Alessandra Mazzotta says:

      Cara Sonia,
      con un po’ di ritardo (!), ti ringrazio per l’adozione e per il tuo feedback!
      Vi raggiungerò su facebook, o ovunque voi siate.
      A presto,
      Alessandra

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