L’agricoltura biodinamica, quando la terra è nutrita e le mucche hanno le corna

C’è chi ne sa poco o niente, chi la considera una sorta di stregoneria, chi la segue e la pratica con passione. Di che sto parlando? Dell’agricoltura biodinamica, approccio olistico alla terra che affonda le radici nella filosofia eclettica di Rudolf Steiner. Sua l’idea di base: dare alla terra più di quanto si prende, arricchendola come eredità per le generazioni future. A parlarne, due produttori del Consorzio Natura e Alimenta: Raffaella Mellano, responsabile della sezione Piemonte e Valle d’Aosta dell’associazione per l’Agricoltura Biodinamica e Andrea Quagliolo, agricoltore e produttore di vini biodinamici a Castellamonte, nel Torinese, invitati dall’ecobottega Verdessenza a rispondere alla domanda cruciale “Ma che cos’è l’Agricoltura Biodinamica?”.

agricoltori biodinamiciChe cos’è l’agricoltura biodinamica
L’agricoltura biodinamica è nata negli anni ’20, quando un gruppo di agricoltori preoccupati degli effetti negativi dell’introduzione dei concimi chimici sulla fertilità del terreno e sulla qualità degli alimenti, iniziò a mettere in pratica i principi per un’agricoltura sana, ecologica e sociale espressi da Steiner. “Se la terra e le piante stanno bene, queste non si ammalano, come l’uomo“, spiegano Raffaella e Andrea. Per questo vanno nutrite in modo sano. Come l’uomo.

Agricoltura biodinamica vs agricoltura biologica
La certificazione biodinamica richiede il rispetto di 77 criteri più restrittivi rispetto a quelli previsti dal biologico. Le differenze, in pratica? “Il biologico non fa nulla: non usa pesticidi, non usa complementi di sintesi, conserva dunque il terreno così com’è – spiega Raffaella –. Il biodonamico invece fa qualcosa: fa la rotazione delle colture che arricchiscono i terreni, usa preparati biodinamici ‘attivatori’, nutrendo la terra per mantenerla in equilibrio. È un po’ come l’omeopatia del terreno”.

agricoltura biodinamicaL’azienda biodinamica
“Un’azienda biodinamica è un’azienda a ciclo chiuso: abbiamo animali che garantiscono l’equilibrio aziendale, il loro letame è usato per concimare la terra che produce foraggio che loro mangiano. Al centro ci sono l’uomo, l’animale, la terra e anche il bosco, molto importante per la biodinamica”, continua Andrea. Ma non tutte le aziende hanno gli animali: condivisione è allora la parola d’ordine. “Io per esempio non ne ho, ma do foraggio alle mucche dell’azienda di Raffaella e in cambio ottengo letame per concimare la mia terra”.

L’azienda è concepita come un’individualità a ciclo chiuso, i cui organi, il suolo con le acque, le piante, gli animali e l’agricoltore operano armonicamente per raggiungere obiettivi quali l’aumento della fertilità del terreno, della qualità dei prodotti agricoli, abbattimento dei costi di produzione, delle problematiche fitosanitarie, scomparsa dei fenomeni di erosione del terreno, tutela della salute dell’agricoltore, del consumatore e dell’ambiente.

Come riconoscere un prodotto biodinamico: il marchio Demeter
Demeter è l’unico ente di certificazione biodinamica
, riconosciuto a livello internazionale, è una garanzia per il produttore e per il consumatore. La certificazione è sul terreno, sull’azienda e dunque sui prodotti, tutti. Ulteriore dettaglio: possono diventare aziende biodinamiche solo quelle aziende che sono biologiche già da 3 anni.

logo demeterI migliori produttori biodinamici
I migliori produttori biodinamici sono i tedeschi, gli italiani (anche se sono in pochi a saperlo) e gli australiani. Perché con la biodinamica riescono a strappare terre al deserto, a dare vita alla terra.
“In Italia ci sono opportunità di lavoro in agricoltura, le percentuali di giovani che hanno trovato occupazione nell’agricoltura sono incoraggianti – continua Raffaella –. Il mio appello: scegliete alimenti italiani, date un voto ai prodotti italiani, agli agricoltori che lavorano per tutto il sistema ambiente, per l’intero territorio”.

Il punto debole della biodinamica
“Abbiamo pochi studi che testimonino la bontà dei prodotti biodinamici, perché abbiamo pochi soldi da usare per far fare ricerche, le prove scientifiche costano”, si rammarica Andrea. “E poi qualcuno ci accusa di essere delle specie di stregoni, perché usiamo preparati per il terreno in corna di vacche (morte, ci tengo a specificarlo), in vescica di cervo maschio. La verità è che ci contrastano, ci sono interessi enormi dietro, le multinazionali posseggono sementi e interessi”.
Il metodo biodinamico prende in considerazione i ritmi cosmici, oltre a studiare gli elementi naturali e i processi biologici. “L’istinto è importante per noi, guardare i segni della natura, riappropriarci delle percezioni, conoscere gli animali. Per sapere che tempo farà domani non guardiamo meteo 3b sullo smartphone, ma leggiamo la natura”, sorride Raffaella.

Biodinamica corna di vacca

Raffaella: l’azienda all’avanguardia in cui le mucche hanno le corna
Raffaella è figlia d’arte, i suoi genitori sono produttori di cereali e latte, in un’azienda all’avanguardia in Europa dove, tra le altre cose, gli uffici sono riscaldati con il calore del latte. “Abbiamo più di 1000 mucche, tutte con le corna – spiega Raffaella –. Forse non lo sapete che anche le mucche hanno le corna, ma che solitamente vengono decornate, procedimento doloroso praticato per impedire che si feriscano o che feriscano gli allevatori. Le nostre mucche stanno bene, sono silenziose, perché le mucche in salute non muggiscono, hanno spazio per camminare sia all’aperto sia al chiuso. E presto avranno anche un bosco a loro disposizione”. Un unico rammarico: “I nostri mungitori sono 6 ragazzi indiani, bravissimi. Perché tutti gli italiani finora sono durati una sola settimana. Ci si alza alle 5 del mattino, le giornate sono faticose”.

Mucca con le cornaTi piacerebbe visitare le aziende biodinamiche del territorio? Conoscere le vigne di Andrea, sorseggiare il suo vino e accarezzare il muso delle mucche di Raffaella? Sto organizzando una gita, contattami sulla pagina fb di Verdessenza se ti interessa.

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