La spesa in Europa? Sempre più “alla spina”: ecologica e economica

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La spesa alla spina in Europa – mappa elaborata da Bepakt

In inglese si dice bulk, vrac in francese, unverpackt in tedesco, mentre in Spagna la chiamano granel. Ditelo come volete ma ditelo, anzi fatela. È la spesa alla spina, fatta nei negozi che da Londra fino a Valencia, da Marsiglia a Palermo e Praga, vendono prodotti sfusi, privi cioè di imballaggi.
Rivisitazione ecologista delle antiche drogherie, le moderne botteghe di prodotti alla spina si sono sviluppate a partire dal 2006 con la filosofia della riduzione dei rifiuti alla fonte e la nascita a Londra di Unpackaged, il primo locale a riproporre la novità del vecchio prodotto ‘sfuso’.

Riso, pasta, vino, birra, cereali, semi, ma anche detersivi e crocchette per cani: tutto può essere acquistato senza imballaggi, ri/utilizzando più volte i propri contenitori portati da casa. Sono richieste un po’ di organizzazione e di programmazione, ma – vedrete – ne vale la pena. Quali sono i vantaggi della spesa sfusa? Innanzitutto si risparmia perché così facendo si paga solo il contenuto e non il contenitore, poi si compra solo quello che serve per davvero, evitando inutili scorte da the-day-after e i conseguenti sprechi alimentari. E, da un punto di vista ambientale, meno imballaggi prodotti, distribuiti e smaltiti significa meno CO2 emessa e meno risorse consumate, con benefici e risparmi anche per la collettività. Meglio di così. Continua a leggermi su Tiscali

 

 

 

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