Se la montagna è dolce: la rete di turismo sostenibile Sweet Mountains

SweetMountainsPartiamo subito dai dieci comandamenti elencati nel manifesto, per chiarirci le idee:

1_ nessuno va in montagna per ritrovare la città
2_ nessuno ha il diritto di portare la città in montagna
3_ il viaggiatore non è una merce, ma una persona
4_ il montanaro non è un servo, ma un ospite
5_ se ospite e montanaro non si parlano, hanno perso entrambi
6_ il turismo sostenibile non si mangia la montagna, la alimenta
7_ la lentezza non è una rinuncia, ma una conquista
8_ il viaggiatore responsabile è curioso, rispettoso, attento
9_ la montagna non è un museo e nemmeno un lunapark
10_ la montagna dolce è l’unica montagna possibile

Li sottoscrivete? Bene, vuol dire che siete amanti anche voi delle Sweet Mountains, le montagne dolci, da scoprire con lentezza, rispetto, un sorriso sulle labbra e gli occhi sorpresi. Si chiama proprio così – Sweet Mountains – la rete del Turismo responsabile sulle sulle Alpi creata da Dislivelli, associazione di ricercatori universitari e giornalisti specializzati nel campo delle Alpi e della montagna – uno su tutti, Enrico Camanni, alpinista, redattore e direttore di riviste di montagna. Continua a leggermi su Econote

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